L'uso sostenibile delle munizioni in piombo nella caccia e negli sport del tiro: fatti ed emozioni



SIMPOSIO USO SOSTENIBILE PIOMBO 20.10.2015 (pdf)

Giornalisti, politici e scienziati, insieme a rappresentanti di istituzioni ambientali, delle associazioni venatorie e di tiro sportivo e delle agenzie sulla sicurezza alimentare, hanno preso parte lo scorso 20 ottobre a Bruxelles al Simposio "L'uso sostenibile delle munizioni in piombo nella caccia e negli sport del tiro: fatti ed emozioni". L'incontro è stato organizzato per approfondire ovviamente l'uso sostenibile del piombo nelle munizioni, con particolare attenzione al suo impatto sulla salute umana e l'ambiente. Il Simposio ha anche analizzato le caratteristiche balistiche delle munizioni in piombo e di quelle in materiali diversi, fornendo una panoramica sulla legislazione vigente a livello europeo e internazionale. Tra le dichiarazioni più importanti quella di Torbjörn Lindskog, Presidente dell' Associazione Europea dei produttori di munizioni sportive (AFEMS), che ha ribadito: "Il piombo metallico, se correttamente gestito, non è assolutamente un problema", Sulla stessa linea Renata Briano, Vice Presidente dell'Intergruppo parlamentare UE "Biodiversità, Caccia e Ruralità", che ha aggiunto: "Un tema di questo tipo, anche delicato come l'utilizzo delle munizioni al piombo nelle attività di caccia e di tiro non deve mai essere trattato con la demagogia, e nemmeno come strumento per fare una battaglia contro la caccia". "Un futuro con le munizioni al piombo è ancora possibile. Per molti anni l'industria ha lavorato su soluzioni alternative, spendendo anche grosse somme di denaro, ma ad oggi non esiste alcuna reale alternativa al piombo" ha dichiarato Herbert Keusgen, Presidente del Forum Mondiale per le Attività di Tiro (WFSA).


Normativa di settore

19.12.2012
L'utilizzo del munizionamento a base di piombo nella caccia agli ungulati.




Primo piano
Consulta i risultati della ricerca Astra Ricerche "Gli italiani e la caccia"


Secondo l'analisi demoscopica di Astra Ricerche aumentano gli italiani favorevoli alla caccia che arrivano al 56%, in crescita del 3% rispetto al 2010 Contrariamente a quanto gli anticaccia vorrebbero far credere sempre più italiani sono "vicini" all'attività venatoria mentre diminuiscono i sentimenti negativi verso i cacciatori. Confermata l'importanza dell'informazione sui limiti e la regolamentazione della caccia e il suo ruolo nella gestione ambientale. Analizzati anche ambientalismo e animalismo: italiani interessati e attivi per l'ambiente mentre concordano solo apparentemente con l'animalismo, spesso considerato estremista e radicale

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Il piombo nelle munizioni: nuove evidenze scientifiche per soluzioni sostenibili Scarica i documenti





 

Roma, 27 ottobre 2015

CARNE CANCEROGENA: LA SELVAGGINA È PIÙ SICURA
Barbero (Pollenzo): "Varietà alimentare, moderazione e tracciabilità della provenienza sono i fattori chiave per evitare allarmismi. Tra le carni la selvaggina, più magra e priva di antibiotici, andrebbe valorizzata"

"La carne di selvaggina, come quella dei bovini allevati naturalmente, è meno cancerogena rispetto a quella proveniente da allevamenti intensivi, perché possiede proprietà nutrizionali qualitativamente alte, a partire da una percentuale inferiore di grasso intermolecolare e dall'assenza di antibiotici al suo interno". A dirlo è il prof. Silvio Barbero, vicepresidente dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in riferimento all'allarme lanciato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, che ha inserito le carni lavorate tra le sostanze più cancerogene (alla stregua del fumo e del benzene), e le carni rosse tra quelle "probabilmente cancerogene".
"I contenuti della ricerca dell'Oms non rappresentano una novità – prosegue Barbero – il vero problema consiste nella varietà dell'alimentazione quotidiana e della moderazione nel mangiare determinati cibi, tra cui la carne. Quelle rosse possono, per loro struttura, indurre a processi degenerativi cancerogeni, ma i rischi si riducono in base alla qualità e alla sostenibilità delle modalità di allevamento. Certamente, infatti, esistono determinate modalità produttive, in particolare gli allevamenti intensivi, che aumentano i fattori di rischio. Anche le errate modalità di cottura, specialmente quelle che bruciano la carne, concorrono alla produzione di processi cancerogeni. Un ulteriore elemento decisivo – conclude Barbero – è rappresentato dalla tracciabilità, indispensabile per aumentare la consapevolezza, da parte del consumatore, sulla provenienza della carne".
Proprio la tracciabilità della provenienza della carne di cacciagione è al centro del progetto "Selvatici e buoni" a cura dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in collaborazione con il Dipartimento di Veterinaria dell'Università di Milano e la Società Italiana di Veterinaria Preventiva. Il progetto – uno dei cinque messi in campo da UNA (uomo, natura e ambiente), la nuova filiera ambientale costruita per trovare un
nuovo equilibrio tra uomo e ambiente, basato sulla legalità e capace di generare nuove opportunità per l'economia e l'occupazione – punta a rendere i temi di tracciabilità e sicurezza alimentare centrali per garantire trasparenza e legalità in questo settore, e per valorizzare i prodotti a base di selvaggina, anche dal punto di vista economico.
Anche queste tematiche saranno al centro giovedì 29 ottobre in Expo Milano 2015 durante l'evento "Italia-Ambiente: verso i virtuosismi" a cui parteciperà il Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Barbara Degani, oltre a rappresentanti del mondo ambientalista, scientifico e venatorio di tutta Europa.




Per ulteriori info contattare:
Ufficio stampa CNCN
Valentina Boddi
Agi S.p.a.
Tel. + 39 06.51996296
Valentina.Boddi@eni.com


 
AMBIENTE, LEGALITÀ, LAVORO: progetti per una nuova qualità della vita

Vicenza – 15/02/2015


Roma – 21/01/2015


Rome – 01/21/2015

Comunicato di chiusura della giornata di lavoro del 15.02.2015 (PDF)

Comunicato di chiusura della giornata di lavoro del 21.01.2015 (PDF)

Progetto "Insieme per l'Orso Marsicano" (PDF)

Progetto "Carta di identità degli ungulati selvatici" (PDF)

Progetto "Agricoltura territoriale, valorizzazione della biodiversità e controllo della fauna selvatica" (PDF)

Progetto "L'Europa della fauna: governance a confronto" (PDF)

Progetto "Selvatici e buoni. Una filiera alimentare da valorizzare" (PDF)

 
 


Primo piano
Abbiamo il piacere di informarVi che il VP CNCN Maurizio Zipponi è stato ospite di Enrico Cisnetto durante la trasmissione televisiva "Roma InConTra", andata in onda mercoledì 25 novembre in tv in seconda serata su 17 emittenti regionali. Zipponi ha annunciato l'imminente nascita della Fondazione UNA: "Con la Fondazione UNA (Uomo, Natura, Ambiente) nasce un percorso innovativo in cui mondi apparentemente contrapposti (ambientalista, venatorio, agricolo e accademico), lavorano in sinergia intorno a 5 progetti di salvaguardia sulla biodiversità" Zipponi è stato intervistato insieme a Gian Carlo Caselli, Presidente Comitato scientifico Osservatorio Agromafie, di cui il CNCN è socio, e ha presentato mission e obiettivi della neonata Fondazione: "il nostro è un percorso controcorrente, in cui protagonisti con identità diverse collaborano intorno a cinque progetti innovativi dedicati alla salvaguardia della biodiversità. La nostra idea – ha proseguito Zipponi – è quella di compiere un percorso comune, in cui il rapporto tra uomo e ambiente sia basato sulla legalità e produca nuova economia e conseguente occupazione. Questa intesa è alla base della Fondazione UNA (Uomo, Natura, Ambiente), che seguirà lo sviluppo e la realizzazione dei 5 progetti incentrati sulla lotta al bracconaggio, la costruzione di una filiera tracciabile della selvaggina, la difesa delle specie a rischio estinzione come l'Orso Marsicano, il monitoraggio e alla gestione delle specie selvatiche e la costruzione di una governance europea in materia faunistica. In questo percorso – ha concluso Zipponi –il cacciatore diventerà paladino del territorio, e avrà un ruolo di primo piano nella difesa della biodiversità, che è un patrimonio italiano, anche dal punto di vista economico".
Di seguito riportiamo un breve estratto dell'intervento di Maurizio Zipponi.




Il presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura Nicola Perrotti e il Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri ospiti ai microfoni di Radio Padania, intervistati da Alessandro Branduardi nel programma "Attenti a quei due". Si parla di caccia, parchi, biodiversità e alleanze tra il mondo ambientalista, agricolo, venatorio e della ricerca per una governance condivisa del territorio.




Il presidente del CNCN avv. Giovanni Ghini e il prof. Michele Carruba, direttore del centro ricerche sull'Obesità dell'Università di Milano, parlano di caccia e cacciagione ai microfoni del Gambero Rosso.

26 maggio 2014



Il presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura Giovanni Ghini ai microfoni di ClassMeteo intervistato da Serena Giacomin nel programma di informazione scientifica Prometeo

19 settembre 2013


9 ottobre 2012



Notizie dal web:



ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIANA PER LA TUTELA DELLE TRADIZIONI VENATORIE E PER IL COLLEZIONISMO
Il diciassette febbraio 2011 a Iesi (An), presso lo studio notarile dell’Avv. Giuseppina Recchia, è stata costituita L’Associazione Culturale Italiana per le tradizioni venatorie e per il Collezionismo.



Presidente è stato eletto Gabrielli Maurizio (Iesi), Vice Presidenti Pesenti Romano (Milano) e Bonomo Francesco (Poggio Mirteto), segretaria Bracchetti Federica (Pesaro).
L’Associazione si prefigge di promuovere la cultura venatoria recuperando le radici della nobile arte ed elevando il profilo del cacciatore del terzo millennio facendogli acquisire nella società ruolo ed immagine necessari anche per aggregare e valorizzare tutti gli appassionati e collezionisti.
In particolare quanti raccolgono materiale cartaceo (vecchi editti, libri, riviste, stampe), materiale utilizzato per la ricarica domestica delle cartucce con un accurato riferimento alle vecchie lattine della polvere, materiale per l’acupio, la cattura degli uccelli, vecchi richiami e comunque tutto ciò che appartiene al passato offrendo uno spaccato romantico del mondo della caccia.
All’Associazione, che non ha assolutamente fini di lucro, hanno già aderito la maggior parte di tutti i più esperti ed importanti appassionati e collezionisti italiani i quali, con il loro materiale e soprattutto gli appunti e le loro notizie, saranno chiamati alla costituzione del primo “Museo Virtuale della Caccia”. Un serbatoio che offrirà la possibilità di poter conoscere in tempo reale storia e curiosità dell’intero settore. Aldilà di questo impegnativo progetto, nel Consiglio Direttivo e nell’ambito delle apposite commissioni, si studieranno le possibilità di concretizzare la realizzazione di cataloghi monotematici sui più importanti canali collezionistici.
Per maggiori notizie e richiesta di iscrizione è disponibile il sito dell’Associazione.


"Universale e Cappine, paro e paro" di Francesco Bonomo
Non poteva essere scelto migliore titolo per quest’opera che alla semplicità disarmante coniuga una completezza di riflessioni profonde. “Universale e Cappine, paro e paro”, rappresenta, nell’universo copioso di opere venatorie, quell’atipicità che la distingue e annovera, se non altro, fra quelle più interessanti degli ultimi tempi.



L’opera si compone di tre parti.
La prima, “Storia di caccia povera”, è uno spaccato di vita vissuta dagli anni 50, composta di sentimenti e immagini che, dopo essere state sognate, hanno spesso trovato gli adeguati riscontri. Sono storie di paese, di personaggi caratteristici, di umili tempi passati dei quali necessariamente si ha nostalgia.
La seconda parte, “Storia di caccia nobile”, aldilà del racconto e dei sentimenti, esprime con grande umiltà il messaggio di quel mondo assopito che si è arreso all’imbarbarimento dei tempi moderni. Si è ancora in tanti a pensarla così, come l’autore, più importante è saperlo.
Tra sogno e realtà tutti gli spazi si percorrono in un susseguirsi di movimenti e cambiamenti di scena che esortano il lettore a stimolazioni continue che lo appassionano.
Un sottile filo conduttore quello della Federazione Italiana della Caccia dove una tessera (quella del nonno) ci introduce nel grande mosaico. Tra le righe si dicono senz’altro tante altre cose e con chiarezza emerge l’importanza dell’ideale, apparentemente frivolo oggi, un tempo necessariamente vitale.
La parte terza, “storia di un Museo”, che forse doveva chiamarsi “un museo nella storia”, concretizza e sintetizza una vita di grande passione pel tempo che passa e sa ridonare le gioie d’un mondo assopito.
La sezione riporta la collezione di circa 400 vecchie lattine di polvere vuote, tutte fotografate.
Nelle 210 pagine del libro con 500 foto a colori, l’autore ha voluto rendere libere le immagini che a lungo sono state prigioniere dentro di sé per donarle al mondo dei forti, che sapienti, le sapranno conservare.
In appendice, dopo l’estasi ed il sentimento per la cura delle interiorità, per l’amico lettore, le prelibate ricette , sicuramente foriere di tanta bontà.