04/12/2017
    CnCn news 2.0

    AGENZIE E AUTORITA’

    Ispra: Ciclo di seminari "Biodiversità e genetica: come il DNA svela i segreti della fauna".
    Ispra organizza presso la sede di Ozzano dell'Emilia un ciclo di seminari inerenti aspetti genetici legati alla conservazione delle specie minacciate.
    Il secondo seminario “Tra i boschi del Casentino con i gatti selvatici”si terrà il prossimo 13 dicembre.
    Gli interessati possono prenotare inviando una e-mail all'indirizzo: bio-cge@isprambiente.it.
    La locandina

    Ispra: Presentato il progetto Life Egyptian Vulture.
    Roma, martedì 28 novembre - Si è tenuta ieri a Roma la giornata di avvio del progetto LIFE Egyptian vulture, nato per favorire la conservazione del capovaccaio, un piccolo avvoltoio che a livello europeo viene considerato minacciato e che in Italia è addirittura la specie avifaunistica a maggior rischio di estinzione.
    Il progetto LIFE Egyptianvulture(nome inglese della specie) è risultato uno dei cinque progetti LIFE Nature con capofila italiano presentati nel bando lanciato nel 2016 che hanno ottenuto il cofinanziamento della Commissione Europea.
    I partner italiani del progetto sono e-distribuzione, che ne è il coordinatore, ed i beneficiari associati Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, Federparchi, Regione Basilicata, Regione Puglia, mentre i partner spagnolo sono Gobierno de Canarias, Gesplan ed Endesa distribuzione (consorella di e-distribuzione).ì


    REGIONI

    Regione Piemonte: Per l’assessore il Tar ha dato ragione alla Regione.
    Venerdì 1° dicembre - Di seguito il comunicato stampa diffuso dalla Regione Piemonte all’indomani della sentenza del Tar su Atc e CA.
    Il Tar del Piemonte ha confermato la legittimità della riforma degli organi territoriali della caccia voluta dalla Regione.
    I giudici hanno respinto due ricorsi presentati da Federcaccia: hanno considerato legittimo il passaggio da 38 tra ambiti territoriali di caccia e comparti alpini a 22 comitati di gestione, che aveva comportato anche il dimezzamento del numero dei partecipanti e l’istituzione di un unico collegio dei revisori di conti, e la norma sulla rappresentatività delle quattro categorie presenti nei comitati di gestione (cacciatori, agricoltori, enti locali e ambientalisti) e sul divieto di sconfinamenti tra di esse, cioè ad esempio non potesse essere eletto tra gli agricoltori un cacciatore, o tra gli agricoltori un sindaco, o tra gli ambientalisti un cacciatore. “Una norma di buonsenso per garantire l’equilibrio della rappresentanza delle parti – chiarisce l’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero – In passato invece gli sconfinamenti avvenivano frequentemente, permettendo a una categoria di avere il sopravvento sulle altre, giocando di fatto tutte le parti in commedia”.
    E’ stato invece accolto il ricorso sul quorum necessario ad una organizzazione per conquistare più di un posto nel comitato di gestione in rappresentanza della sua categoria, in quanto il Tar ha considerato quello fissato dalla delibera troppo alto e ha dato indicazioni sulla modifica.
    “Complessivamente mi pare che la sentenza del Tar confermi e rafforzi l’impianto del rinnovamento portato nel mondo della caccia – riassume Ferrero – Un rinnovamento fatto non per avvantaggiare questa o quella categoria, ma per costruire una normativa più moderna, al passo con i tempi e i cambiamenti di sensibilità e di esigenze oggi presenti in Piemonte. Spero che l’azione intrapresa dalla Giunta possa presto concretizzarsi nella nuova legge sulla caccia, di cui è vicino l’approdo in aula per la discussione e il voto finale”.

    Regione Marche: ATC Macerata 2: il prelievo del cinghiale nelle aree di rispetto venatorio.
    Macerata, sabato 2 dicembre - La Legge Regionale n. 7/95 “Norme per la protezione della Fauna Selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria” prevede all’art. 10 bis la costituzione delle Aree di Rispetto, delimitate lungo i confini da tabelle gialle con la scritta “Area di rispetto Caccia regolamentata”.
    Sono istituite in primis per l’incremento della fauna selvatica stanziale, come lepri, fagiani e starne, ma di riflesso, di fatto sono anche aree di sosta, di svernamento e pastura per la fauna migratoria.
    Chiaramente, visto l’aumento della popolazione di cinghiale in tutta la regione Marche riscontrato negli ultimi anni (ma allargando gli orizzonti, situazione analoga si riscontra in tutta Italia e in Europa), che provoca conseguenti danni alle colture agricole e un aumento di sinistri stradali, è impensabile vietare l’attività venatoria a questa specie nelle suddette aree, anche in funzione della gestione stessa, vista la finalità per cui sono state istituite. Infatti le altre specie sopra indicate non verrebbero tutelate dalla presenza abnorme del suddetto selvatico.
    E’ vero come riportato dai mezzi di informazione che qualche Area di Rispetto include al suo interno dei centri abitati, ma solo ed esclusivamente per motivi di carattere pratico nella tabellazione e nella individuazione dell’area stessa.
    Qualora vengano effettuate delle battute al cinghiale in forma collettiva (braccata o girata) vengono messe in atto tutte le precauzioni per garantire la pubblica sicurezza, come previsto dalla normativa di riferimento (Legge 157/92, Legge Regionale 7/95, Regolamento Regionale n. 3/2012, Disciplinare Regionale per il prelievo del cinghiale in forma collettiva per la stagione venatoria 2017/2018.
    Non abbiamo bisogno di altre leggi: il rispetto delle attuali norme in merito è più che sufficiente per praticare l’attività venatoria nel pieno rispetto della pubblica sicurezza.
    Il Cinghiale ed i cervidi devono essere gestiti con modalità tecnico-scientifiche e non come nelle favole disneyane, coinvolgendo tutti i diretti interessati: cacciatori, agricoltori, ambientalisti, istituzioni ed i responsabili dei Parchi nazionali e regionali.
    Un plauso in questa ottica merita l’Assessore alla Caccia della Regione Marche  Moreno  Pieroni che nei giorni scorsi ha attivato un tavolo tecnico per la gestione del cinghiale, coinvolgendo tutti i portatori di interesse, con il fine che il cinghiale sia una risorsa per tutta la collettività e non un problema.

    Regione Piemonte: Bruzzone. Caccia, quanto sta avvenendo in Piemonte èallarmante.
    Sabato 1° dicembre - “Quello che sta avvenendo sulla caccia in Regione Piemonte è qualcosa di davvero grave e allarmante. Lo affermo a seguito dell’approvazione, nell’apposita commissione consiliare, di un disegno di legge che disciplina l’attività venatoria in Piemonte e che introduce la disciplina più restrittiva d’Italia”.
    A dirlo il Presidente del Consiglio Regionale della Liguria Francesco Bruzzone, che continua: “È una follia che nonostante le recenti pronunce del Tribunale Amministrativo Regionale, il coinvolgimento della Corte Costituzionale e le vicende che hanno riguardato gli ultimi calendari venatori, la Giunta Chiamparino continui a voler affossare una delle attività tradizionali e ludico-ricreative più antiche in spregio di una legge nazionale osservata da tutte le regioni italiane, che tra l’altro, dal punto di vista ambientale, è la più conservativa d’Europa.
    Il Piemonte ci aveva abituato a iniziative bizzarre quali il tentativo di abrogare la caccia attraverso un referendum, ma mai mi sarei aspettato che un’amministrazione potesse giungere ad avere posizioni così talebane.
    Seguirò la questione con attenzione – conclude il Presidente Regionale ligure – , augurandomi che venga impedita l’approvazione di questo testo in Consiglio regionale, non solo nell’interesse dei cacciatori Piemontesi, ma anche dei tanti Liguri e Lombardi che esercitano la propria passione in tale regione contribuendo in maniera significativa anche alla tenuta socio-economica di alcuni piccoli comuni e dei moltissimi esercizi ricettivi e commerciali che traggono beneficio e sostentamento dell’indotto generato da tale attività”.

    Regione Trentino e Alto-Adige: Trentino e Alto Adige dicono no alla proposta del Ministro Galletti.
    Domenica 3 dicembre - Trentino e Alto Adige, insieme a Toscana e Veneto, hanno espresso nel corso di una riunione della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, la propria contrarietà alla proposta del ministro all’ambiente Gian Luca Galletti in materia di gestione del Lupo sul territorio nazionale. Nella proposta è prevista la possibilità di prelievi limitati a casi particolari e comunque non superiori al 5% del totale, da applicarsi con una deroga al regime di protezione della specie non prima di due anni dalla sua approvazione. Già lo scorso settembre, la Provincia autonoma di Trento, attraverso una nota inviata al Ministero dall’assessore alle foreste Michele Dallapiccola, aveva evidenziato come in Trentino e nelle aree confinanti, nell’ultimo biennio si fosse assistito ad un considerevole aumento del numero di branchi e di coppie, chiedendo quindi più flessibilità nell’applicare il regime di tutela del lupo e un’analisi maggiormente precisa della presenza dell’animale, basata sui dati più recenti.

    ASSOCIAZIONI

    Face.eu: Far funzionare la politica ambientale dell'UE: la Face ed il Commissario per l’Ambiente, Karmenu Vella, si sono riuniti a Bruxelles.
    Bruxelles, martedì 28 novembre – Ieri, lunedì 27 novembre, la Federazione europea per la caccia e la conservazione (FACE) ha avuto un incontro molto produttivo con il Commissario europeo per l’ambiente Karmenu Vella e il suo staff, in cui sono state affrontate diverse questioni legate agli uccelli migratori, in particolare la tortora selvatica, alle oche, alla politica agricola comune (PAC) e ai grandi i carnivori.
    All’inizio dell’incontro, FACE ha riaffermato il suo impegno a contribuire a promuovere una migliore attuazione delle direttive Uccelli e Habitat in linea con il piano d’azione dell’UE per l’ambiente, le persone e l’economia. In tal modo, FACE ha anche sottolineato l’importanza delle conclusioni del Consiglio (giugno 2017) e della recente risoluzione del Parlamento europeo (novembre 2017) sul piano d’azione.Sulla tortora, entrambi i partecipanti hanno menzionato l’importanza del piano d’azione internazionale per le specie (sviluppato nell’ambito del programma LIFE dell’UE e che dovrebbe essere adottato nel 2018 come mezzo per gli Stati membri per migliorare le condizioni ecologiche per le specie cacciabili europee in status di conservazione sfavorevoli e per consentire la caccia sostenibile. Il Commissario Vella ha sottolineato che anche se i cambiamenti dell’uso del suolo sono un fattore chiave per il declino della tortora in Europa, la portata complessiva di questo mette in discussione la sostenibilità della caccia attuale. In questo contesto, la FACE ha sottolineato l’importanza del Piano d’azione per le specie per garantire che il prelievo sia sostenibile, precisando non esserci alcuna dimostrazione che il prelievo legale attuale sia insostenibile.FACE ha inoltre riaffermato la necessità di approcci a livello di rotte migratorie come la gestione adattativa del prelievo per garantire la migliore conservazione degli uccelli acquatici migratori. Sono stati anche discussi alcuni degli attuali problemi legati alle oche, inclusa la frustrazione di molti cacciatori europei agli approcci nazionali che, attraverso l’utilizzo delle deroghe per danni all’agricoltura, uccidono ad esempio in Olanda, migliaia di oche anche col metodo della gassificazione. La Commissione ha sottolineato la necessità che qualsiasi gestione delle popolazioni di oche nella UE sia conforme ai requisiti giuridici della direttiva sugli uccelli e basata sulla scienza. È stato sottolineato l’aggiornamento del documento sui keyconcept, che rappresenterà un ampio programma di lavoro per il 2018.
    Sia la FACE che il Commissario Vella hanno concordato sulla necessità di una maggiore coerenza tra le direttive natura e la PAC. FACE ha presentato la sua posizione sulla prossima PAC, in particolare sul Greening, e ha chiesto misure agroambientali efficaci per promuovere la biodiversità e aiutare il recupero delle popolazioni di piccola selvaggina.
    Per quanto riguarda i grandi carnivori, la FACE ha fatto riferimento alla risoluzione del Parlamento europeo recentemente approvata sul piano d’azione, che promuove la necessità di sviluppare una procedura di valutazione per applicare correttamente l’articolo 19 della direttiva Habitat e garantire una maggiore flessibilità negli approcci alla conservazione e alla gestione dei grandi carnivori. Il commissario ha sottolineato che, come indicato nel piano d’azione per l’ambiente dell’UE, l’attuale priorità era quella di lavorare sulla costruzione degli strumenti esistenti come la piattaforma UE sulla coesistenza tra le persone ei grandi carnivori e la necessità di proseguire gli sforzi per risolvere i conflitti a livello locale e a livello regionale.
    In conclusione, sia il Commissario Vella che FACE hanno convenuto che è necessaria una più stretta cooperazione per migliorare l’attuazione e la comprensione della politica ambientale dell’UE. È stato inoltre convenuto che è necessaria una maggiore frequenza di riunioni in futuro.Per il 2018, FACE ha invitato il commissario Vella a tenere un discorso programmatico in una delle numerose manifestazioni fieristiche venatorie nella regione del Mediterraneo.
    Federcaccia, anche grazie alla presenza e al ruolo del dott. Michele Sorrenti, Chairman del Gruppo di Lavoro FACE sulle Direttive Uccelli e Habitat, seguirà da vicino tutti gli incontri e i loro sviluppi.
    Il comunicato stampa.

    AAVV: Le Associazioni venatorie regionali della campania rispondono ai 5 stelle…
    Il CAV Campania (Coordinamento delle Associazioni Venatorie riconosciute della Campania) scrive all’On.le Avv. Francesco Alfieri, Consigliere Delegato del Presidente della regione Campania Settore agricoltura, foreste, caccia e pesca e alla  Dott.ssa Flora Della Valle, Dirigente settore agricoltura, foreste, caccia e pesca Regione Campania.
    Di seguito riportiamo il testo della lettera:
    Caserta 1 Dicembre 2017
    Le associazioni venatorie regionali della Campania,
    Viste le risultanze dell’audizione del 28 novembre u.s. avente come tema “Proposta di sospensione dell’attività venatoria in Campania causa siccità ed incendi”;
    Tenuto conto che al di là delle singole opinioni appare fuori da ogni logica nonché anacronistico ipotizzare oggi anche un semplice intervento di rivisitazione del Calendario venatorio 2017/18, ameno che non sia dettato da questioni prettamente pregiudiziali e politiche, assolutamente non fondate su elementi normativi e scientifici, che devono essere alla base di un serio discorso di regolamentazione dell’attività venatoria in regione;
    Visto altresì che le specie sulle quali si è accanita l’attenzione dei rappresentanti presenti all’audizione hanno riguardato il moriglione e la beccaccia, cacciabili secondo il calendario venatorio regionale, il primo fino al 31 gennaio 2018, la seconda fino al 20 gennaio 2018, e che la proposta di un’ eventuale sospensione del prelievo di tali specie fonda le sue ragioni su un documento tecnico-scientifico del prof. Maurizio Frassinet;
    Ritenuto che tale documento non appare in linea con i dati sulle due specie pubblicati su note riviste ornitologiche internazionali, e che lo stesso ISPRA considera idoneo per la conservazione e la razionale gestione del Moriglione un periodo di caccia compreso fra il 1 ottobre e il 20 gennaio, mentre per la beccaccia giudicata “ LEAST CONCERN” ovvero di minima preoccupazione in tutti i paesi europei ed extra europei, ed inserita fra le categorie in cui sono classificate le specie comuni e diffuse per le quali non sono previste misure di gestione particolari, un periodo di prelievo compreso fra il 1 ottobre ed il 20 gennaio è teoricamente compatibile e non sottopone ad alcun rischio la consistenza della specie;
    Visto altresì i calendari venatori delle altre regioni italiane, ed in particolare di quelle meridionali, ove il prelievo del moriglione e della beccaccia è fissato in alcune fino al 20 gennaio 2018 ed in altre fino al 31 gennaio, con la sola eccezione della regione Basilicata che ha fissato la chiusura della caccia alla beccaccia al 31 dicembre;
    Considerato ancora che in regione Campania le aree ove la caccia è vietata, oltre ad essere quelle più vocate per la specie beccaccia, assommano a ben oltre il 30% della superficie agro-silvo-pastorale regionale, e che nelle aree di Rete Natura 2000(SIC-ZSC-ZPS) già sussistono limitazioni di prelievo alla beccaccia sia rispetto al periodo cacciabile(31 dicembre) sia rispetto al prelievo numerico(due capi anzi che tre);
    Ritenuto infine che l’allarmismo riportato nel documento del Prof. Frassinet non risponde a reale status della popolazione delle specie beccaccia e moriglione e che molte delle affermazioni contenute nel predetto documento sono errate, inconsistenti e non rispondenti sul piano del metodo scientifico applicato alla dinamica delle popolazioni, come peraltro dettagliatamente osservato nella nota del Dott. Michele Sorrenti, responsabile del centro studi e ricerche della Federazione Italiana della Caccia, nonché coordinatore FACE per le direttive europee “Uccelli ed Habitat”, che si allega,
    CHIEDONO
    Il mantenimento del calendario venatorio 2017/18, così come approvato dalla G.R. della Campania il 14/06/2017, ivi compresi i periodi di caccia previsti per le specie moriglione e beccaccia, non essendovi motivazione alcuna di ordine giuridico, tecnico e scientifico che ne possa giustificare un’ eventuale modifica.
    Si allega: Nota osservazioni del Dott. Michele Sorrenti sul documento tecnico presentato dal Prof. Maurizio Frassinet
    Sempre grati per la sensibilità dimostrata, porgono distinti saluti.
    ANUU:  Giuseppe Parvolo
    ARCICACCIA. Sergio Sorrentino
    ENALCACCIA: Francesco Pascarella
    EPS: Filippo Venditti
    FEDERCACCIA: Andrea Ferrara
    LIBERA CACCIA: Luca Morelli
    ITALCACCIA: Raffaele De Chiara

     

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    Successo per il Festival della natura e delle attività outdoor organizzato a Grosseto (2-4 giugno) da GFI, società controllata da Italian Exhibition Group e partecipata da Grossetofiere e CNCN
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    La prima gara nazionale interamente dedicata ai neofiti, per permettere a tutti coloro che non hanno mai praticato il tiro a volo di trascorrere una giornata all’aria aperta, all’insegna del divertimento e alla scoperta dei segreti di questo meraviglioso sport.
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    È una pratica che spacca l’opinione pubblica, ma coinvolge anche molte donne. Abbiamo seguito tre giorni di battuta con un gruppo di appassionate. Che rispettano le regole e l’ambiente
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