03/04/2017
    CnCn News 2.0

    REGIONE LIGURIA

    LEGGE REGIONALE 14 settembre 2016, n. 21 - Modifiche alla legge regionale 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio).

    Pubblicata nella GU 3a Serie Speciale – Regioni n. 12 del 25.3.2017.

     

    Agenzie e Autorita’

    Ispra: Gli allarmanti dati sulle specie aliene invasive nel Lazio.

    Roma, mercoledì 29 marzo - Il comunicato stampa.

     

    Regioni

    Regione Toscana: Tutelare le colture dai danneggiamenti degli storni.

    Mercoledì 29 marzo - “Prendere atto della necessità di tutelare il settore agricolo e le colture dai danneggiamenti provocati dagli storni”. È quanto chiede una mozione presentata da Marco Stella (FI), approvata, nella seduta di oggi, del Consiglio regionale toscano.

    Il testo, emendato dal gruppo Pd, come ricordato in Aula dal consigliere Simone Bezzini, chiede inoltre alla Giunta di “attivarsi urgentemente nelle sedi opportune per cercare strumenti più efficaci e incisivi volti ad arginare la presenza di questa specie di uccello nel territorio regionale”.

     

    Regione Veneto: In II e III Commissione le audizioni con i portatori di interesse per la nuova governance delle aree protette all’interno dei parchi regionali.

    Giovedì 30 marzo - Durante una seduta congiunta della Seconda e della Terza Commissione consiliare permanente, si sono tenute le audizioni con i soggetti portatori di interesse (amministratori locali, associazioni agricole, venatorie e ambientaliste, organizzazioni sindacali) in ordine a due Progetti di Legge, di iniziativa di Giunta e Consiglio, che riguardano le aree protette all’interno dei Parchi regionali e la loro gestione. A margine dei lavori, le diverse posizioni di maggioranza e minoranza. Francesco Calzavara (ZP), presidente della Seconda Commissione, “sottolinea come sia stato opportuno, oltreché necessario, riascoltare oggi tutti gli attori che vivono, lavorano e comunque hanno a cuore i Parchi della nostra Regione, in vista della nuova normativa in materia che il Consiglio regionale affronterà nei prossimi mesi”. “I Parchi regionali – osserva Calzavara – rappresentano indubbiamente un patrimonio insostituibile per il territorio veneto, in particolare sotto l’aspetto turistico ed ambientale. Inoltre, a distanza di anni dalla Legge istitutiva dei Parchi, è naturale valutare la possibilità di ripensare ad eventuali riparametrazioni delle aree protette, anche sulla scorta delle valutazioni espresse oggi dagli amministratori locali e dai soggetti portatori di interesse. La Regione tiene in grande considerazione le molteplici osservazioni che sono emerse, e cercherà di farne tesoro nel proseguimento dei lavori consiliari per varare le nuove normative in materia”. Il presidente della Terza Commissione, Sergio Berlato (FdI-AN-MCR) spiega come “oggi sono stati auditi i rappresentanti dei territori interessati, in ordine all’individuazione delle aree protette e alla loro governance. In particolare, i soggetti portatori di interesse sono stati ascoltati sulla corretta applicazione degli articoli 70 e 71 del Collegato alla Legge Finanziaria regionale 2017, riguardanti la riparametrazione del Parco Colli Euganei e del Parco della Lessinia. E’ stato così chiarito che i confini delle aree contigue, come previsto dall’art. 32 della Legge Quadro n. 394/1991 che disciplina le aree protette, debbano essere determinati dalle Regioni sul cui territorio si trova l’area naturale protetta, ovvero all’interno delle aree attualmente incluse nella perimetrazione dei Parchi regionali”. “Inoltre – sottolinea Berlato – è stato evidenziato come ai rappresentanti dei territori interessati, venga accordata la possibilità, dopo quasi trent’anni dall’entrata in vigore delle normative istitutive dei Parchi regionali, di riclassificare e riparametrare le aree protette. E’ quindi evidente come la Regione abbia concesso agli amministratori locali gli strumenti normativi per poter intervenire in merito e, se i rappresentanti dei territori riterranno di non farlo, saranno ovviamente liberi nella loro scelta, ma si assumeranno la relativa responsabilità di fronte ai cittadini”. Di diverso parere, i rappresentanti dell’opposizione. Il vicepresidente della Commissione Ambiente Andrea Zanoni (Partito Democratico) denuncia “la cattiva gestione dei Parchi in Veneto, che sono quasi tutti commissariati, il ché non è frutto di una cattiva normativa, bensì di una poco felice applicazione della stessa”. “Inoltre – prosegue Zanoni – i Consigli degli Enti Parco sono composti da troppi politici, o comunque da persone di nomina politica, soggetti che hanno poco a cuore le tematiche ambientaliste, come purtroppo dimostrato dall’attuale situazione. Con la nuova Legge, non si ripara certo a questa cattiva gestione, anzi, si rischia di peggiorarla in quanto le competenze ambientaliste, che richiedono grande preparazione tecnica, non vengono sottratte ai funzionari degli Enti Parco per essere invece attribuite, come sarebbe opportuno, ai Comuni, che spesso non hanno le risorse per intervenire efficacemente. Tutto questo è emerso dalle audizioni odierne e mi trovo in perfetta sintonia con la maggior parte degli interventi degli auditi”. “Infine – chiosa Andrea Zanoni – oggi non era all’OdG la discussione sugli articoli 70 e 71 del Collegato, ed invece se ne è parlato molto, con il paradosso di aver ascoltato i soggetti portatori di interesse solo a tempo abbondantemente scaduto, ovvero dopo aver già combinato il ‘pasticcio’, e questo per colpa dei consiglieri Berlato e Valdegamberi che, con un blitz in Consiglio regionale, hanno impedito ai colleghi della Commissione Ambiente di ascoltare i soggetti interessati, come peraltro previsto dal Regolamento consiliare e come logica avrebbe voluto”. Sulla stessa linea, il vicepresidente della Terza Commissione Graziano Azzalin (Partito Democratico) per il quale “al di là delle legittime diversità di opinione in ordine al testo di Legge, che sono emerse oggi durante le audizioni, vi è un comune denominatore rappresentato dalla necessità di procedere spediti alla riforma normativa dei Parchi regionali, superando la grave fase di stallo che vede ormai da un paio di anni quasi tutti i Parchi del territorio commissariati, una impasse che non giova a nessuno”. “Proprio per questo – conclude l’esponente dei Democratici – è necessario avviare un dialogo costante con il territorio e con i suoi rappresentanti istituzionali, che devono essere investiti di un ruolo concreto ed essere protagonisti della riforma fin dai primi momenti. E poi, la disciplina delle aree protette all’interno dei Parchi va arricchita di contenuti, non certo stravolta”.

     

    Regione Basilicata: Braia: approvato il piano di controllo del cinghiale nella provincia di Matera.

    Martedì 28 marzo - “Il 30 marzo prossimo è stato convocato il tavolo di coordinamento nazionale sull’emergenza cinghiali che ho richiesto nell’ultima seduta Commissione Agricoltura in Conferenza stato-Regioni. Intanto, con gli uffici, proseguiamo nell’attuazione di tutte le azioni consentite dalla norma per ridurre e contenere i danni alle colture agricole, l’allarme sociale che si determina nei centri periurbani ed urbani ed, infine, limitare la crescita esponenziale dei sinistri stradali provocati dal cinghiale riportandoli ad un livello socialmente accettabile”.

    Lo comunica l’assessore alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia.

    “Il Piano di controllo del cinghiale (Sus scrofa) per il territorio della Provincia di Matera per l’anno 2017, nelle more del redigendo piano regionale e con il parere favorevole di Ispra, – prosegue Braia – è stato predisposto ed approvato dal Dipartimento Politiche agricole e forestali, con validità fino al 31 dicembre.

    Gli interventi di controllo possono essere realizzati mediante abbattimento da appostamento fisso, abbattimento con metodo della girata in forma collettiva (posizionamento di poste fisse, utilizzo di un conduttore armato ed un solo cane limiere, abilitato esclusivamente tramite prove Enci come già specificato nel parere di Ispra espresso al piano di controllo del cinghiale per la provincia di Matera e dal Ministero delle Politiche agricole e forestali) e catture per mezzo di gabbie e/o recinti con eventuale abbattimento in loco, da parte del personale autorizzato.

    Dai dati comunicati per l’anno 2016/2017 – sottolinea l’esponente della Giunta regionale – sono circa 7300 i capi abbattuti su tutto il territorio regionale, nel periodo di caccia e mediante controllo. Stiamo continuando ad agire su più fronti, attivando il selecontrollo anche nell’ambito della provincia di Matera e lavorando a un protocollo di intesa con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per abbattere i costi del controllo e dell’analisi dei prelievi, oltre che le possibili forme a sostegno dell’attivazione della filiera del cinghiale. E’ in fase di predisposizione il bando sulla misura 4.4 del Psr Basilicata 2014-2020 relativo alla protezione e prevenzione dei danni da fauna selvatica mediante opere di difesa quali reti elettrificate fisse e mobili. Il tema – conclude l’assessore Braia – sarà oggetto di approfondita discussione con le organizzazioni di categoria nel prossimo tavolo verde”.

     

     

    Regione Valle d’Aosta: L’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali ha incontrato i rappresentanti del mondo venatorio regionale.

    Giovedì 30 marzo - L’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta ha incontrato, ieri, mercoledì 29 marzo, nel salone polivalente del vivaio regionale “Abbé Henry”, a Quart, i rappresentanti delle otto circoscrizioni venatorie, i presidenti delle rispettive sezioni presenti sul territorio valdostano e i referenti delle associazioni cinofile e venatorie.

    L’apertura di un tavolo di confronto con il mondo venatorio era finalizzato al recepimento delle istanze del settore, soprattutto a seguito delle problematiche emerse dopo l’approvazione, lo scorso anno, della riforma della legge regionale 64/1994 Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e per la disciplina dell’attività venatoria, che ha portato alle dimissioni dei componenti del Comitato regionale per la gestione venatoria con conseguente nomina da parte della Regione, dal 3 luglio 2016, del dirigente Paolo Oreiller- responsabile della Struttura flora, fauna, caccia e pesca- quale Commissario straordinario del Comitato.

    L’Assessore ha spiegato di voler riprendere il rapporto di collaborazione e condivisione con il mondo venatorio valdostano attraverso un metodo di lavoro basato sulla concertazione e sul dialogo, al fine di raggiungere gli obiettivi di rilancio del Comitato e dell’intero settore venatorio.

    l’Assessore ha inoltre precisato che è assolutamente necessario aprire un confronto tra l’Amministrazione regionale e i cacciatori che possa portare a risultati concreti, ripartendo dalla ricostituzione del Comitato regionale per trovare punti di condivisione e individuare le azioni da concretizzare.

    Nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte, oltre al Commissario straordinario del Comitato,  Paolo Oreiller, il Comandante e il Vice comandante del Corpo forestale della Valle d’Aosta, Flavio Vertui e Marco Blondin, si è prospettata la data del prossimo 28 maggio per le  elezioni del nuovo Comitato che resterà in carica fino alla sua scadenza naturale, nel 2018.

     

    ASSOCIAZIONI

    FENAVERI (Federcaccia –Enalcaccia, Arci Caccia, ANUUMigratoristi): Date di migrazione dei turdidi. Ispra modifica la sua valutazione.

    Roma, venerdì 31 marzo – Apprendiamo che Ispra ha modificato leggermente l’approccio sulla migrazione prenuziale delle due specie tordo bottaccio e cesena. Nei primi pareri alle Regioni, che richiamano una lettera al Ministero dell’Ambiente, l’Istituto afferma infatti che, a seguito di recenti analisi tecniche nell’ambito della procedura riguardante il previsto Atlante Europeo delle Migrazioni, le due specie iniziano lo spostamento pre nuziale nella terza decade di gennaio e non nella seconda, come oggi previsto nei dati Key Concept italiani, cioè con il posticipo di una decade.

    Ispra afferma inoltre nella nota al Ministero che utilizzerà questa posizione nuova in tutti i pareri per le Regioni italiane riguardanti i calendari venatori della prossima stagione. L’Istituto propone dunque di chiudere la caccia ai turdidi il 20 gennaio e non più il 10, come avvenuto fino all’anno scorso, non riconoscendo la possibilità della decade di sovrapposizione, che è però una facoltà delle Regioni.

    Questo cambiamento può quindi offrire una parziale risoluzione dei contenziosi che si trascinano da sette anni, fra Regioni, Ministero, ISPRA, TAR e Associazioni Venatorie, e va nella direzione auspicata di una modifica dei KC italiani. È evidente che le Regioni italiane che vorranno applicare la decade e ancor di più quelle in possesso di dati scientifici regionali potranno chiudere la caccia alle due specie al 31 gennaio.

    Non conosciamo i contenuti delle “analisi tecniche” che hanno portato a questo cambiamento, tuttavia i contenziosi attivati dalle Regioni e dalle Associazioni Venatorie, le conseguenti posizioni espresse dai TAR, nonché le ricerche e gli studi compiuti da FIdC, accompagnate dai contributi e dalla condivisione delle AAVV riunite in FENAVERI, e l’approccio tecnico scientifico hanno dato un primo favorevole risultato.

    Al momento in questo cambiamento di valutazione da parte di Ispra non è compresa la beccaccia, ma ci auguriamo e lavoreremo per modificare l’orientamento e il KC anche di questa specie.

    Auspichiamo anche  che il processo di revisione dei dati continui, con l’utilizzo di tutte le fonti scientifiche disponibili.

    L’on. Renata Briano, vicepresidente dell’Intergruppo Biodiversità, Caccia e Attività Rurali del Parlamento Europeo, ha così commentato: “Sono molto soddisfatta perché vengono premiate le Regioni che hanno sostenuto i propri calendari con studi scientifici e vengono parzialmente riconosciute le posizioni che tanti soggetti hanno sostenuto con convinzione. Sono le stesse posizioni che ho sempre portato avanti prima come assessore della Regione Liguria e poi come eurodeputata. L’Ispra ha finalmente compiuto un passo nella direzione che ho più volte auspicato insieme a tanti colleghi di Bruxelles. Il prossimo passo dovrà essere la modifica dei Key Concepts”.

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